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La biblioteca

Collegato ad altre analoghe realtà e, in primo luogo, alla Associazione Amici di Cesare Brandi, l’Archivio funziona come centro informativo specializzato nel restauro dei Beni Culturali.

Al momento esso può contare sulla  Biblioteca del prof. Giuseppe Basile,  costituita da circa 930 volumi tra pubblicazioni specialistiche e didattiche nel campo, in italiano e anche in lingua straniera.

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Presentazione del volume di Paul Philippot all'Accademia di San Luca

Paul Philippot, il più grande specialista in restauro vivente, nasce a Bruxelles nel 1926 da Albert, uno dei più importanti restauratori del secolo scorso: a lui si deve, tra l’altro, l’intervento sull’Agneau Mystique di Jan van Eyck.

Si laurea prima in Legge e poi in Archeologia e Storia dell’arte , diventa Vicedirettore (1959 -1971) e poi Direttore (1971 – 1977) del Centro internazionale di studi per la Conservazione e il Restauro delle Opere d’arte (ICCROM), l’organismo internazionale dell’UNESCO specializzato nella tutela dei Beni Culturali, con sede a Roma in quanto funzionalmente collegato con l’Istituto Centrale del Restauro (ora Istituto Superiore per la conservazione e il restauro).

Passa poi ad insegnare alla Libera Università di Bruxelles, impartendo lezioni di Storia dell’Architettura e della pittura, di Tecnologia delle arti figurative e di Estetica ad archeologi, architetti e storici dell’arte, nonché principi e metodologia del restauro ai restauratori, continuando comunque a collaborare con l’UNESCO.

Philippot è stato lo studioso straniero che più di ogni altro si è impegnato ad approfondire e diffondere a livello planetario la teoria del restauro di Brandi e la conseguente pratica presso l’Istituto centrale del restauro, di fatto a cominciare proprio dalla trattazione post-laurea (Mémoire de licence) L’Istituto centrale del restauro, son organisation et sa position devant les principaux problèmes de la restauration des peintures (1951), che oggi viene presentata.

Essa costituisce la prima trattazione sistematica, in Italia e all’estero, del pensiero filosofico di Brandi sulla creazione artistica e sul restauro in quanto attività critica, in cui, peraltro, il giovanissimo studioso riesce ad individuare con sicurezza i nessi più originali, e pieni di futuro, della Teoria del restauro: voglio dire il vincolo indissolubile tra teoria e pratica, l’interdisciplinarietà dell’attività di restauro.

L’opera era rimasta dimenticata (perfino dall’Autore) nell’archivio dell’ICR fino a quando non è stata rintracciata, trascritta e tradotta in italiano dallo scrivente.

Palermo 15 maggio 2013 Giuseppe Basile

 

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